La triade invernale:arva, pala e sonda

Arriva la stagione invernale, le escursioni sulla neve, gli avvicinamenti a cime e cascate, e le uscite alpinistiche: facciamo un breve discorso su tre compagni di gita necessari e indispensabili.
Trinomio importante, da imparare a memoria e ricordarcelo ogni volta che ci muoviamo fuori pista sulla neve, indifferentemente se ciaspisti o scialpinisti.


Il perchè: 15 minuti. Questo è il tempo massimo per estrarre un travolto da valanga con qualche speranza di trovarlo vivo. L’ARVA, piccola scatola elettronica che emette continui segnali radio, in questi casi è a dir poco indispensabile: ecco cos’è, come funziona e perchè può salvare la vita.

L’Arva è essenzialmente un dispositivo elettronico che trasmette un segnale radio. Va indossato sotto il pile durante le escursioni e continua, silenziosamente, ad emettere segnali sulla posizione in cui si trova la persona che lo porta anche – e soprattutto – se questa si trova disgraziatamente sepolta sotto metri di neve. Normalmente, infatti, l’Arva funziona in modalità di “trasmissione”. Ma ogni apparecchio, quando è necessario, può essere messo in modalità di “ricezione” e inizierà a percepire i segnali degli altri Arva che si trovano in zona, dando segnali acustici di diversa intensità a seconda della distanza in cui li rileva.
Sono, ovviamente, informazioni preziosissime per chi sta cercando un travolto da una valanga: l’Arva del travolto emetterà come sempre i segnali radio e l’Arva del cercatore potrà, grazie ai segnali ricevuti, localizzare con precisione il punto in cui scavare per liberarlo. La “portata” dell’Arva varia da modello a modello e rispetto alla posizione del travolto, ma in generale si aggira intorno alla trentina di metri.
L’Arva deve essere indossato da tutti i partecipanti all’escursione nella modalità di trasmissione. Quando si parte per una gita bisogna sempre fare il controllo degli apparecchi Arva: il capogita mette il proprio apparecchio in ricezione e controlla il segnale degli altri. Poi qualcuno controlla il suo e dopodichè si può partire. E’ un’abitudine che è fondamentale ricordare e condurre con rigore, purtroppo spesso vista come una scocciatura.
In situazione di pericolo, infatti, è fondamentale agire in fretta e con apparecchi che funzionano a dovere: la sopravvivenza di un travolto da valanga ha in generale una curva che decresce molto rapidamente ed ha un vero e proprio crollo dopo i primi 15 minuti. Ciò vuol dire che il primo intervento deve essere fatto immediatamente dai compagni di escursione. Più si aspetta, più aumenta la probabilità di trovare persone senza vita.
La cosa più frequente che accade ad un travolto è infatti quella di cercare di respirare nella neve. Questa, però, poi si scioglie nei polmoni, diventa acqua e si annega rapidamente nel giro di pochi minuti. Per diminuire questo rischio è sempre buona cosa portare un foulard o una sciarpa che, tirati sul naso, proteggano le vie respiratorie dall’eventuale ingresso della neve. Poi, ovviamente, se la massa è formata da lastre pesanti ci possono essere traumi e non bisogna sottovalutare i problemi connessi al trascinamento.

Sempre per questioni di tempismo, non solo è importante avere l’Arva, controllare che sia carico e che funzioni prima della gita. Ma anche avere una sonda, per “sondare” nella massa di neve dove può trovarsi il travolto, e una pala per scavare. Bisogna infatti essere in grado di estrarlo nel giro di pochissimi minuti. Ovviamente non bisogna scoprirsi utenti dell’Arva all’ultimo momento: è bene essere addestrati al suo uso e organizzarsi, magari ogni inverno, per fare una bella mezza giornata sulla neve con simulazioni e prove Arva, magari aggregandosi a qualche scuola. Il soccorso su neve è una cosa che tutti devono saper fare. Ognuno deve conoscere il suo apparecchio Arva e saperlo usare. Deve saper lavorare con la sonda e usare la pala.

Esistono diversi modelli di Arva: analogici e digitali, più o meno cari, con caratteristiche differenti. Tutti, comunque, hanno le funzioni base di trasmissione e ricezione. Un apparecchio può costare intorno ai 300 euro, ma sul mercato ce ne sono un po’ per tutti i portafogli. Di solito, compra l’Arva chi va spesso a fare escursioni invernali. Ma per gli altri – magari chi va in settimana bianca o chi vuol fare solo un po’ di fuoripista qualche volta – è possibile noleggiare questi apparecchi con una spesa davvero irrisoria, in tutte le stazioni di sport invernali. Sarebbe certamente auspicabile un sistema di noleggio più capillare e più continuo, magari da parte di chi noleggia anche l’attrezzatura per lo sci. L’Arva è infatti indispensabile per tutti gli escursionisti della neve: scialpinisti, sciatori fuoripista, ciaspolatori, amanti delle motoslitte e via dicendo. Ricordiamo, comunque, che la prima regola è ovviamente evitare di trovarsi in situazioni o zone ad alto pericolo valanghe. Affidarsi ad una guida alpina può essere un’ottima soluzione se ci si addentra in zone che non si conoscono: non è facile, infatti, capire quando un terreno è pericoloso, tant’è vero che molti esperti hanno avuto incidenti con valanghe.

Fonte: SuiMonti.it

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