16 febbraio 2010

Maltatal

Lo scorso fine settimana siamo andati in Maltatal con la Scuola Val Montanaia per l'aggiornamento cascate per istruttori e o per un'introduzione alle salite su cascate per i neofiti con la partecipazione di un gruppo del Cai di Dolo.
Valle molto frequentata per lo scialpinismo e le cascate, a pochi chilometri da Gmund, patria della Porsche.
Sabato mattina dedicato all'aggiornamento tecnico per gli istruttori e ad una breve lezione sui movimenti base per chi si avvicinava per la prima volta al ghiaccio verticale.
Nel pomeriggio salite sulle varie colate della zona, e dopo una bella serata in compagnia davanti ad una birra tutti a nanna per riposarsi in previsione delle arrampicate di domenica







10 febbraio 2010

Gli appassionati della montagna non sono degli irresponsabili, non lasciamoci prendere dall'emotività

Questo è il titolo del comunicato stampa emesso dal Presidente Generale del Cai, Annibale Salsa. in cui ribadisce la natura libera degli spazi alpini e sottolinea il senso di responsabilità, competenza e conoscenza che questa libertà richiede ai suoi fruitori.
In merito si è espresso anche il Presidente della CNSASA Maurizio Della Libera con un documento rivolto alla Presidenza Generale relativo all'attività di prevenzione fatta dalle Scuole.

Fontanon di Goriuda e Rio Sdroi


Domenica saliamo ancora in Val Raccolana, alla ricerca di ghiaccio sicuro, visto il pericolo di valanghe marcato. Con un pò di attenzione ed esperienza si riesce sempre a trovare qualcosa da fare in tutta sicurezza, anche in situazioni di pericolo generale.
Saliti in Raccolana abbiamo dedicato le nostre attenzioni alle cascate di Goriuda, salendo la destra e la sinistra, e poi spostandoci verso la bella colata del Rio Sdroi.

Il ghiaccio della colata di destra non era dei migliori, ma abbiamo comunque fatto una bella salita, con un comodo accesso dalla rotabile che sale a Sella Nevea.
Scesi in corda doppia siamo andati a vedere le condizioni della colata di sinistra, saliti in libera i primi risaltri, ci siamo trovati davanti del ghiaccio in buone condizioni, compatto, giusto l'uscita era un pò fragile e lavorata.



Davanti a noi l'abitato di Stretti ci regalava una sorta di atmosfera intima, quasi irreale. Salite due lunghezze di corda iniziamo la discesa nel bosco, con un pò di attenzione alla neve pesante. L'idea di salire al Predil per provare la Benet passa in secondo piano, quando, tra i rami appare la colata del Rio Sdroi, che immediatamente ci attira.




La salita si articola su tre tiri sugli 85/90°. Soste su alberi.


Nonostante la vicinanza alla strada l'ambiente qui si fa più severo, i paretoni che  scendono dal Cuel Sclaf ci sovrastano alla nostra sinistra mentre saliamo.



06 febbraio 2010

Raccolana

La Val Raccolana ai più è conosciuta per essere il collegamento più veloce per Sella Nevea, i suoi impianti sciistici e le attrattive scialpinistiche dei Piani del Montasio, per pochi altri è uno scrigno di piccoli e grandi gioielli di ghiaccio. I molti anfratti e valloni laterali che la costellano, spesso apparentemente inacessibili offrono tesori nascosti molto appetibili per l'iceclimber che rifugge dalla folla. Nonostante la facilità d'accesso la valle è poco frequantata, sarà per quel sole che ci entra poco d'inverno, sarà per l'apparente rudezza dei paesi che vi si incontrano.
Uno dei tesori nascosti della Raccolana è stato oggetto delle nostre attenzioni.




Poco prima delle cascate di Piani, sulla sinistra si stacca un rio, all'apparenza che non porta da nessuna parte, ma se si trova la voglia di avventurarvisi si aprono le porte di un grandioso spettacolo.



Con ripidi salti verticali, alternati a qualche tratto più apoggiato si risale tutto il canalone fino al suo punto d'origine sotto le cime della Raccolana.

Primi ghiacci, primi passi

Un Sabato con il cielo grigio non ha fermato la voglia di muovere i primi passi nel mondo del ghiaccio verticale per Claudia ed Alessandro. In compagnia di Fabrizio e Luca sono saliti al Predil per iniziare ad addentrarsi nel magico mondo dell'effimero, in una dimensione che esiste per un breve periodo di tempo, mai ben definito.


Muoversi su qualcosa di mutabile, fragile, richiede una buona concentrazione e gesti morbidi e fluidi: la tecnica è già buona e dopo le presentazioni si passa subito al divertimento.



Il ghiaccio, come si suol dire, è rotto a questo punto!

02 febbraio 2010

Cascate in Enghe

Domenica siamo saliti a Sappada per salire lungo il vallone di Enghe e cimentarsi con le colate di ghiaccio formatesi negli ultimi tempi.
Si tratta di una zona isolata, che offre delle belle arrampicate in ambiente isolato. Le prime esplorazioni risalgono al 1994 ad opera di Florit e compagni, e ad oggi risulta poco frequentata per via dell'avvicinamento, piuttosto lungo rispetto ai comodi accessi delle colate della zona lungo il Piave.

Una volta arrivati alla base delle prime formazioni si è optato per la salita di "Un bel regalo", linea di 220 metri salita nel 1994 dalla cordata Pezzolato-Tietz: un'occasione da cogliere al volo poichè la parte iniziale non si forma sempre.

E anche quest'oggi le condizioni erano precarie: ghiaccio sottile e "vuoto" sulla partenza in traverso verso destra, con croste di neve sul tratto appoggiato e con ghiaccio buono sul tratto dove la colata torna ad impennarsi.
Scavata una piazzola sul ripido pendio che sale il fondo del canale siamo pronti a partire.
Il traverso in partenza è bello tosto, e in queste condizioni la difficoltà risulta sostenuta. Richiede un notevole sforzo sia fisico che psicologico.


Lo forze impegnate comunque vengono ripagate da una splendida salita in un ambiente che ne amplifica la bellezza.
SULLA MONTAGNA SENTIAMO LA GIOIA DI VIVERE, LA COMMOZIONE DI SENTIRSI BUONI ED IL SOLLIEVO DI DIMENTICARE LE MISERIE TERRENE. TUTTO QUESTO PERCHE' SIAMO PIU' VICINI AL CIELO

EMILIO COMICI

Foto Album