"L' Alpinista? Un inquieto inguaribile: si continua a salire e non si raggiunge mai la meta. Forse è anche questo che affascina: si è alla ricerca di qualcosa che non si trova mai"

Hermann Buhl


Foto Album

30 marzo 2009

Scialpinistica Pramosio

Gli amici dei Laghetti organizzano la:

20 marzo 2009

Forcella della Lavina

Continua ancora l'attività scialpinistica degli Orsi Alessandro Cimenti e Luca Treu: lo scorso lunedì, beati nella severa solitudine delle Giulie, hanno compiuto una classicissima nel gruppo del Mangart: forcella della Lavina.

Un evidentissimo e regolare scivolo di oltre 700 metri di dislivello che, grazie all'esposizione a nord viene spesso percorsa anche nel mese di maggio, quando ai Laghi di Fusine non c'è più neve.

"Dal Lago Superiore di Fusine si segue la pista forestale per l'Alpe del Lago raggiungendola in breve.
Si segue una traccia che si addentra nella boscaglia e quando essa si perde fra gli alberi, si prosegue cercando i passaggi migliori spostandosi sul lato destro della valle ove la vegetazione è meno fitta, nel nostro caso abbia o proseguito per circa mezz'ora quasi alla cieca puntando verso nordocest fino a quando siamo usciti dal fitto del bosco.


Al termine del bosco la Forcella della Lavina appare evidente in tutto il suo sviluppo. Dopo si risale interamente il ramo destro su pendenza regolare e crescente senza particolari difficoltà.
Poco sotto la forcella si presenta sia la possibilità di uscire in sella sulla sinistra con un breve traverso ripido, oppure direttamente con un passaggio stretto fra le rocce.
Noi abbiamo scelto la seconda ipotesi, che pur essendo più ripida (Luca ha usato i rampant) è più diretta e veloce.

Dopo un breve pausa in forca si inizia la discesa lungo l'itinerario di salita.
E' possibile scendere anche l'altro ramo della forcella (destra orografica), incontrando difficoltà analoghe, tenendo presente che, essendo vicino alle pareti del Traunig, è soggetto a scariche di pietre, soprattutto in primavera.

Il tratto di bosco è stato aggirato seguendo le tracce degli scialpinisti che ci hanno preceduto, scendendo lungo l'alveo ghiaioso del torrente, che sbocca sulla destra dell'Alpe del Lago.
Magnifica sciata, molto tecnica specialmente nella parte alta, anche grazie alle ottime condizioni della neve che durante le ore più calde aveva mollato ed era nelle condizioni ideali."

12 marzo 2009

Skiando in Dolomiti: Cima Rocchetta

La scorsa domenica non ha mancato l'appuntamento con gli sci il nostro Alessandro Cimenti:

"La giornata si presentava con forti rialzi termici, ed il pericolo valanghe veniva dato come 4 (forte): il buon senso consigliava di rimandare la gita con amici di Pordenone all’Ombretta alla Marmolada e di optare per una gita più facile e soprattutto sicura.

Arrivati alle porte di Cortina provenienti da San Vito in Cadore, nei pressi di Dogana vecchia si sale per poco più di un chilometro lungo la strada innevata..
Lasciata l'auto si sale per circa un’ora e mezza verso Malga Federa, percorrendo una facile strada forestale che arriva fino alle malghe Federa (quota 1850 m ca.).
Una volta raggiunte le malghe il panorama cambia e si apre decisamente, con tutti i più bei gruppi delle Dolomiti: Antelao, Pelmo, e, una volta arrivati in quota, Croda Rossa, Croda da Lago e Becco di Mezzodì.

Dopo caltre due ore attraverso il bosco rado, salendo su pendenze di 25 – 30 ° massimo si arriva nei pressi della sella, che viene aggirata leggermente verso N per pendenze gradualmente maggiori.
Una volta arrivati in sella il panorama sulle Dolomiti è stupendo.

Iniziamo subito la discesa, dopo i primi 50 metri di neve compatta arriva finalmente un soffice strato di neve farinosa, non proprio polvere ma quasi, ugualmente fantastica!Dopo più di un’ora di ottima sciata condita da serpentine, curve secche e salti fra le cunette, si intercetta nuovamente la strada forestale che ci riporta rapidamente alla macchina."