"L' Alpinista? Un inquieto inguaribile: si continua a salire e non si raggiunge mai la meta. Forse è anche questo che affascina: si è alla ricerca di qualcosa che non si trova mai"

Hermann Buhl


Foto Album

28 febbraio 2009

Borsa Internazionale del Turismo

E mentre c'era chi andava falesia ad arrampicare, chi in Dolomiti a sciare, chi a salire cascate, qualcun'altro ha preso la strada di Milano ed è andato a presenziare al Bit, per far conoscere i grandi progetti che stiamo portando avanti.
Nella fattispecie il progetto della nostra nuova casa.
Una casa che la nostra Regione considera tra le eccellenze del territorio da valorizzare.
Casa perchè è così che la intendiamo: una casa per chi fa dell'andare in montagna, dell'arrampicare e dell'immergersi nella natura alpina una parte importante della sua vita.
Una casa che sarà palestra di arrampicata, luogo di aggregazione e luogo per ospitare eventi sportivi e culturali dedicati all'intera popolazione.
A Milano abbiamo avuto i complimenti di molti operatori, tra cui lo staff di Pareti che ci ha riconosciuto il merito di essere i primi che hanno portato l'alpinismo e l'arrampicata alla Borsa del Turismo.
Molti dei visitatori hanno voluto provare ad arrampicare sulla struttura, anche gente avvezza al pericolo ed all'acrobazia come i piloti delle Frecce Tricolori.
Grande e importante vetrina, dunque, per il nostro gruppo, che anche in questa occasione è stato capace di trasmettere il sentimento pulito di passione che ci lega alla montagna e alla nostra terra.












27 febbraio 2009

Gioielli di ghiaccio in Val Saisera

Continua l'attività del gruppo anche nell'esplorazione dell'effimero gioco del ghiaccio verticale. Avuta notizia della buona condizione del ghiaccio in Val Saisera, nel settore dietro al cimitero militare, Luca e Roberto si danno da fare sulle colate.

Partenza sui facili tiri del settore alto per poi dedicarsi alle linee di misto moderno più dure: M6, M5 e per finire uno spettacolare M8 che nega l'ultimo passaggio per il sottile ghiaccio dell'uscita: troppo poco per piantare le becche, troppo per usare le asperità della roccia.


Bella Giornata dal punto di vista metereologico e anche poco affollata di iceclimbers. La giornata è stata piena: dalle 9 di mattina fino al tardo pomeriggio si sono ripetute le salite.

Non è bello così?




Alla fine birretta alla Saisera Hutte in compagnia di Gianni Dorigo e dei suoi allievi.

Cima Bocche

Domenica 22 gita meravigliosa alla cima Bocche 2745 mt, la prima sciata divertente su neve bella del 2009!
In questa stupenda domenica di sole, la compagnia è composta da Luca, Alessandro e gli amici di Pordenone e ,con gli sci ai piedi, partiamo alle 9.30 da Passo Valles.
Saliamo per una comoda mulattiera nel bosco che, poco alla volta, si stringe per diventare un sentiero escursionistico.

La pendenza non è mai eccessiva e dopo un’ora circa usciamo dal bosco per iniziare l’ascesa attraverso ampi colli.
Le due ore di salita che ci separano dalla vetta scorrono in un battibaleno: il panorama in questa giornata incredibilmente tersa cambia continuamente, catturando gli occhi e facendo dimenticare la fatica e lo scorrere delle lancette.
Prima il bosco silenzioso, poi un susseguirsi di ampi colli completamente coperti dal manto nevoso. Più avanti avvicinandoci alla vetta, arriva il momento di scegliere il punto dove montare sulla cresta in quanto da una parte c'è un canalone troppo carico e dall'altra si deve passare sotto a una bella cornice. Ma quanto sicura?
Decisione finale: evitiamo entrambe e decidiamo di salire per un pendio più tranquillo. Attraversiamo un’ampia cresta e raggiungiamo la vetta.

In cima c'è troppo vento per fermarsi e quindi togliamo le pelli, foto di gruppo e via a pranzare un pò più in giù, al riparo.
E’ stata una giornata ideale: temperatura ottimale, cielo terso e ottima compagnia ! Cosa si vuole di più?

26 febbraio 2009

Cornalba

Sylvain e Roberto sono andati alla scoperta di nuovi orrizonti verticali.


Ecco il racconto di quei giorni e le impressioni di Sylvain.

"Avevamo sentito spesso parlare di questo posto e alla fine la nostra curiosità e la nostra voglia di vedere e conoscere posti nuovi ci ha portati a Cornalba; piccolo paesino della Val Seriana, ha visto passare numerosi climbers famosi per venire a cimentarsi sulla sua roccia, dal "Mago" Manolo, a Simone Moro, Cristian Brenna e molti altri ancora.
Arriviamo in paese giovedì sera, e, anche al buio della sera, è difficile non far caso alla parete che lo sovrasta.

Venerdì il sole ci riscalda già dal mattino, e abbiamo l'occasione di fare amicizia con delle guide locali (tra l'altro uno di loro conosce bene il Friuli, poichè ha fatto il corso con Alex di Lenardo). Arrampichiamo assieme ai locali poichè siamo dispari. Un buon modo di fare conoscenza. Scalare a vista in un posto nuovo è sempre un'esperienza a se, diversa ogni volta, ma appena iniziato a prendere confidenza con la roccia, appena iniziato a conoscerla, ingaggiamo anche con il grado.



Tacche, tacche e ancora tacche. Una costante!
La falesia è molto tecnica e selettiva, ed i tiri sono stupendi, con sviluppo fino a 35 metri. Al calar del sole siamo belli che bastonati. Ma va bene così!

Il secondo giorno continuiamo ad ampliare la conoscenze dei "locals" e la festa si ripete: alla fine della giornata siamo di nuovo "bastonati" e abbiamo già finito la pelle!! E manca ancora una giornata di arampicate!
L'indomani il dolore ai polpastrelli si fa sentire già sui tiri di riscaldamento... ma continuiamo a darci sotto! La stanchezza inizia a farsi sentire e i resting aumentano di numero... Pazienza! E' pur sempre allenamento!Spesso ci si sente chiedere "ma cos'hai portato a casa? Un 6c? 7a? 7b?". Ci si ferma alla difficoltà, non si considera il piacere di nuove amicizie, di posti nuovi.Io da Cornalba mi son portato a casa il ricordo di tre giorni bellissimi."

07 febbraio 2009

Corsi duemilanove

Sono arrivati a quota diciannone i corsi organizzati dal Gruppo Rocciatori Orsi: corsi che preparano i futuri alpinisti della Sezione di Codroipo del Cai, e la maggioranza dei "plantigradi" ha iniziato a muovere i primi passi sulla verticale proprio come allievo di questi corsi.
Iscriversi a un corso di alpinismo con noi significa accedere all’esperienza maturata in oltre 20 anni di alpinismo sulle montagne del Friuli, d'Italia e del mondo.
La filosofia che sta alla base del nostro stare assieme, ci porta a dedicare parte del nostro tempo a trasmettere le tecniche e la passione per l'alpinismo, alla stessa maniera con cui ci è stata insegnata, e con l'intento di stimolare chi entrerà a far parte del nostro gruppo a fare altrettanto in futuro.
Noi Orsi, oltre che essere valenti alpinisti, vogliamo anche educare e insegnare il rispetto alla montagna, mettendo a disposizione delle nuove leve le nostre esperienze, il nostro vissuto. Vissuto fatto di gratificanti salite, ma anche di dolorose rinunce. Esperienze che fanno parte di un invidiabile bagaglio culturale ed umano che ognuno di noi porta con se. Anche nella vita di tutti i giorniUna volta terminato il corso l'allievo nion viene abbandonato a se stesso, ma può frequenatere la sede del cai Codroipo, dove si ritrovano gli orsi.
Con noi potranno maturare le prime esperienze da capocordata, potendo sempre contare sui consigli dei più esperti.
Dopo queste parole ci auguriamo di vederti in Sede per iscriverti ai nostri corsi e diventare, con il tempo e l'esperienza, uno dei nostri.
In questa pagina troverai i link per sapere tutto dei corsi.

03 febbraio 2009

Chiodando Chiodando

Lavori in corso nei dintorni della conca tolmezzina per Sylvain e Roberto, che assieme a Moreno ed a altri amici della zona stanno iniziando i lavori di attrezzatura di una nuova falesia in zona.

La roccia è ottima e pulita, da una prima stima c'è la possibilità di tracciare oltre trenta itinerari, per più lunghezze.

Buon Lavoro!!

"La Prima Volta"

"La Prima Volta" è la prima nuova realizzazione di Roberto Misson e Luca Chiarcos su misto nella conca di Fusine, ai piedi della parete nord del Mangart.

Dal lago superiore si prende il sentiero estivo per il rifugio Zacchi. Dopo un centinaio di metri dal bivio per il sentiero che sale al Picco di Mezzodì, si prende una stradina sulla sinistra che va ad attraversare l'alveo di un torrente. si risale nel bosco fino ad una radura da dove si scorge la colata e per ripido pendio si raggiunge la base.


Il primo tiro, su ghiaccio, è di circa 30 metri (difficoltà II 3+) e porta ad una cengetta (sosta su ghiaccio, un chiodo sulla destra della parete). Da qui parte la seconda lunghezza di misto (II, M5+): breve strapiombo e successivo canalino fin sotto un marcato tetto (sosta di calata, un chiodo).